di Redazione

Declassificati dossier segreti, immagini e testimonianze dalle missioni Apollo ai più recenti avvistamenti: gli Stati Uniti inaugurano l’era della trasparenza sugli UAP

 

Per decenni sono stati il terreno di confine tra mistero, intelligence, fantascienza e paura collettiva. Oggi, però, gli UFO – o meglio gli UAP, “fenomeni aerei non identificati”, secondo la nuova terminologia ufficiale – entrano definitivamente nella dimensione della trasparenza istituzionale. Il Pentagono ha infatti pubblicato una vasta raccolta di documenti declassificati che promettono di riscrivere una parte della storia contemporanea del rapporto tra il governo americano e l’ignoto. L’annuncio è arrivato oggi direttamente dal Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti, che ha diffuso online – https://www.aaro.mil/- una serie di file definiti “mai visti prima”, resi pubblici su impulso del presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Video, fotografie, testimonianze, rapporti investigativi e documenti originali attraversano oltre mezzo secolo di segnalazioni, dalle missioni Apollo agli avvistamenti più recenti registrati da forze dell’ordine e apparati governativi.

“Il popolo americano può ora accedere istantaneamente ai file UAP declassificati del governo federale”, ha scritto il Dipartimento della Difesa sul social X. “Gli ultimi video, fotografie e documenti originali provenienti dall’intero apparato governativo degli Stati Uniti sono ora disponibili in un unico luogo, senza necessità di autorizzazioni speciali”.
È un passaggio storico. Non soltanto per gli appassionati di ufologia, ma per la stessa cultura politica americana. Per decenni Washington ha alternato silenzi, smentite e ammissioni parziali. Oggi, invece, il governo sembra voler inaugurare una nuova stagione: quella della divulgazione controllata.

Tra i documenti pubblicati emergono episodi che riportano direttamente all’epopea spaziale americana. Durante la missione Apollo 12 del 1969 – il secondo sbarco umano sulla Luna – l’astronauta Alan L. Bean riferì al centro di controllo di aver osservato misteriosi “lampi di luce” muoversi nello spazio.“Alcune di quelle cose sembrano staccarsi dalla Luna”, raccontò Bean. “Corrono via da qui e si dirigono verso le stelle”.
Tre anni dopo, nel corso della missione Apollo 17, gli astronauti Eugene Cernan e Harrison “Jack” Schmitt descrissero particelle luminose “molto brillanti” attorno al modulo lunare.
“Sembra il Quattro luglio lassù!”, esclamò Schmitt, evocando lo spettacolo dei fuochi d’artificio nel cielo americano.

Gli stessi astronauti ipotizzarono successivamente che quelle luci potessero essere frammenti di ghiaccio riflessi dalla luce solare. Ma il fascino del mistero non si è mai dissolto.
Il materiale pubblicato comprende anche immagini a infrarossi e rapporti investigativi recentissimi. Una delle fotografie diffuse dal Pentagono mostra un oggetto non identificato ripreso sopra gli Stati Uniti occidentali nel dicembre 2025: una sagoma oscura e indefinita catturata attraverso sistemi termici militari. L’immagine, catalogata come “FBI photo B2”, è già diventata virale sui social e riaccende interrogativi che attraversano la cultura contemporanea.

Il tema degli extraterrestri era tornato al centro dell’attenzione mondiale già nei mesi scorsi, quando Barack Obama, durante un podcast, aveva affermato con ironia che “gli alieni sono reali, ma io non li ho mai visti”. Una battuta che aveva alimentato nuove speculazioni, anche se l’ex presidente aveva poi precisato di non aver mai trovato prove di contatti extraterrestri durante il proprio mandato.
A raccogliere quella suggestione è stato Trump, che poco dopo aveva ordinato al Pentagono e alle altre agenzie federali di avviare “il processo di identificazione e pubblicazione dei file governativi relativi alla vita aliena ed extraterrestre, agli UAP e agli UFO”.

La nuova piattaforma del Dipartimento della Difesa rappresenta quindi il primo risultato concreto di quell’iniziativa. E non sarà un’operazione isolata. Il Pentagono ha annunciato che nuovi documenti verranno pubblicati progressivamente “ogni poche settimane”, man mano che saranno rinvenuti e declassificati.
Anche la NASA ha accolto con favore l’iniziativa. L’amministratore Jared Isaacman ha lodato “lo sforzo per garantire maggiore trasparenza al popolo americano sui fenomeni anomali non identificati”.

Dietro la scelta politica e mediatica degli Stati Uniti si intravede però qualcosa di più profondo. Gli UFO non rappresentano soltanto un fenomeno aerospaziale o un oggetto di curiosità popolare. Sono diventati uno specchio delle inquietudini contemporanee: il rapporto tra cittadini e potere, il confine tra segreto e conoscenza, la percezione dell’ignoto in un’epoca dominata dalla tecnologia e dalla sorveglianza globale.
Per la prima volta, il mistero entra ufficialmente negli archivi pubblici della storia americana. E forse è proprio questo il dato più sorprendente: non tanto ciò che viene mostrato, quanto il fatto stesso che venga finalmente mostrato.

 

 

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