di Corinna Pindaro
Donald Trump arriva a Pechino nel pieno della guerra tra Usa, Israele e Iran. Al centro del vertice con Xi Jinping ci sono commercio, sicurezza energetica e Stretto di Hormuz
Nel pieno della guerra che coinvolge Iran, Israele e Stati Uniti, Donald Trump è arrivato oggi a Pechino per una visita diplomatica considerata cruciale per gli equilibri internazionali.
L’Air Force One è atterrato nel pomeriggio cinese davanti a un’accoglienza altamente simbolica: tappeto rosso, bandiere americane e cinesi e centinaia di bambini schierati sulla pista dell’aeroporto.
Il presidente americano incontrerà domani Xi Jinping in un vertice che arriva in uno dei momenti più delicati degli ultimi anni sul piano geopolitico ed economico.
Hormuz e guerra in Iran al centro del vertice Usa-Cina
La visita di Trump si svolge mentre resta altissima la tensione nello Stretto di Hormuz, snodo strategico per il traffico energetico mondiale.
Washington e Pechino hanno già diffuso una dichiarazione congiunta in cui assicurano che non verranno imposti pedaggi o restrizioni commerciali sul passaggio marittimo nello stretto.
Il tema energetico sarà centrale nei colloqui tra i due leader, soprattutto dopo il drastico rallentamento dei flussi petroliferi dal Golfo e le minacce iraniane di bloccare il traffico navale.
Da Teheran, infatti, i Pasdaran hanno ribadito di avere “il pieno controllo” di Hormuz, minacciando di impedire il passaggio del petrolio in caso di nuove azioni militari americane.
Con Trump anche Musk, Cook e i big dell’economia americana
A rendere ancora più rilevante la missione diplomatica è la presenza, nella delegazione americana, di alcuni tra i più influenti manager e imprenditori del mondo.
Con Trump sono arrivati in Cina anche Elon Musk, Tim Cook, Larry Fink e Jensen Huang.
Il presidente americano ha dichiarato di voler chiedere a Xi Jinping di “aprire maggiormente la Cina alle aziende statunitensi”, puntando a rafforzare gli investimenti e la cooperazione tecnologica.
Nella delegazione figurano anche rappresentanti di Boeing, Goldman Sachs, Qualcomm, Citi e GE Aerospace.
Trump attacca i media Usa: “Chi sostiene l’Iran è un traditore”
Poco prima dell’arrivo a Pechino, Trump ha lanciato un duro attacco ai media americani attraverso Truth Social.
Secondo il presidente, chi sostiene che l’Iran stia ottenendo vantaggi militari nel conflitto “favorisce il nemico”.
“Si tratta di codardi americani che fanno il tifo contro il nostro Paese”, ha scritto Trump, accusando le “fake news” di diffondere una narrazione utile a Teheran.
Mercati più ottimisti: petrolio e gas in calo
Nonostante la crisi internazionale, i mercati finanziari hanno reagito positivamente all’avvio della visita americana in Cina.
Le Borse europee hanno aperto in rialzo, mentre i prezzi del gas naturale ad Amsterdam sono scesi di circa l’1%.
Gli investitori sperano che il dialogo diretto tra Washington e Pechino possa contribuire a ridurre le tensioni commerciali e stabilizzare il quadro energetico globale.
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