di Emilia Morelli

Il sottosegretario all’Economia Federico Freni rinuncia alla corsa per la presidenza della Consob dopo le tensioni nella maggioranza. Forza Italia ribadisce il veto su una nomina politica

ConsobIl sottosegretario all’Economia Federico Freni ha deciso di ritirarsi dalla corsa per la presidenza della Consob.

“Faccio un passo indietro”, ha dichiarato l’esponente della Lega in un’intervista a la Repubblica.

Secondo quanto emerso, Freni avrebbe già comunicato la sua decisione alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, al ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti e al leader della Lega Matteo Salvini.

Lo scontro nella maggioranza sulla nomina

Il nome di Freni circolava già da mesi come possibile successore di Paolo Savona, nominato nel 2019 dal governo Conte I.

La trattativa però si è progressivamente complicata a causa delle tensioni interne al centrodestra.

A opporsi apertamente alla candidatura era stato il vicepremier e leader di Forza Italia Antonio Tajani, che aveva chiesto una figura “autorevole e non espressione di un partito”.

Secondo Tajani, la guida della Consob non può essere oggetto di “lottizzazione politica”, vista la delicatezza del ruolo di vigilanza sui mercati finanziari.

Il possibile stop di Meloni e Fratelli d’Italia

Dietro il passo indietro di Freni ci sarebbe anche il venir meno del sostegno decisivo di Fratelli d’Italia e della stessa Meloni.

Fonti della maggioranza interpretano il ritiro come una scelta dettata dalla volontà di evitare ulteriori tensioni nel governo e uno scontro aperto tra alleati.

Dal Carroccio parlano infatti di una decisione presa “con senso istituzionale” per non creare problemi all’esecutivo e all’Authority.

Salvini evita commenti, Forza Italia ribadisce il veto

Durante il question time alla Camera, Salvini ha evitato di commentare la vicenda, limitandosi a dire ai cronisti: “Oggi non parlo”.

Nel frattempo Forza Italia ha confermato la propria linea attraverso il portavoce nazionale Raffaele Nevi.

“La Consob ha bisogno di una figura forte, autorevole e credibile, al di sopra delle dinamiche politiche”, ha dichiarato Nevi, precisando che il veto non riguardava personalmente Freni ma l’idea di affidare la guida dell’Authority a un esponente politico.

Ora si riapre la corsa alla presidenza

Con il ritiro di Freni, la partita per la successione alla Consob torna completamente aperta.

Resta da capire se il governo riuscirà a trovare rapidamente un nome condiviso all’interno della maggioranza oppure se il dossier rischierà di trasformarsi in un nuovo terreno di scontro politico tra Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia

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