di Emilia Morelli

Mario Draghi riceve il Premio Carlo Magno ad Aquisgrana e lancia un avvertimento all’Europa: il mondo è cambiato, gli Usa non garantiscono più l’ordine globale e servono integrazione e investimenti comuni

draghi

Mario Draghi ha ricevuto ad Aquisgrana il prestigioso Premio Carlo Magno, riconoscimento assegnato ogni anno a figure considerate decisive per il futuro dell’Europa.

Nel suo discorso, l’ex presidente della Banca Centrale Europea ha rilanciato alcuni dei temi centrali del suo pensiero economico e politico: federalismo pragmatico, investimenti comuni europei e autonomia strategica del continente.

Ma soprattutto Draghi ha segnato una netta svolta nel giudizio sugli Stati Uniti, sostenendo che la nuova postura americana rappresenti per l’Europa “un momento di rivelazione”.

“Il mondo che conoscevamo non esiste più”

Nel cuore del suo intervento Draghi ha descritto un contesto internazionale radicalmente cambiato rispetto al passato.

“Il mondo che un tempo aiutava l’Europa a generare prosperità non esiste più”, ha spiegato, parlando di uno scenario globale “più duro, frammentato e mercantilista”.

Il riferimento è soprattutto all’approccio dell’amministrazione guidata da Donald Trump, accusata implicitamente di mettere in discussione le regole internazionali che Washington aveva contribuito a costruire nel dopoguerra.

Secondo Draghi, l’Europa non può più dare per scontato che gli Stati Uniti continuino a garantire stabilità geopolitica, apertura commerciale e sicurezza strategica.

“Ora siamo davvero soli insieme”

L’ex premier ha sottolineato che le fondamenta su cui si è basata per decenni la crescita europea stanno progressivamente venendo meno:

  • la protezione americana sul piano militare,
  • l’ordine internazionale stabile,
  • il libero commercio globale.

Per questo, ha avvertito, il continente deve prepararsi a vivere in un sistema internazionale molto più competitivo.

“Per la prima volta siamo davvero soli insieme”, ha dichiarato Draghi, invitando l’Europa a rafforzarsi internamente per affrontare un mondo più aggressivo.

Il problema dell’“economia asimmetrica”

Secondo Draghi, una delle principali fragilità europee nasce dall’aver aperto le proprie economie al mercato globale senza però completare davvero il mercato interno europeo.

L’ex presidente della BCE ha parlato di una “economia asimmetrica”, caratterizzata da:

  • eccessiva dipendenza dalla domanda estera,
  • vulnerabilità energetica,
  • ritardo tecnologico,
  • scarsa autonomia strategica.

“La durezza esterna richiede profondità interna”, ha spiegato, sostenendo la necessità di accelerare l’integrazione europea nei settori chiave come energia, tecnologia e difesa.

Draghi rilancia il debito comune europeo

Durante il discorso ad Aquisgrana, Draghi è tornato anche sul tema degli investimenti europei e del debito comune.

Secondo l’economista, le esigenze finanziarie dell’Unione sono cresciute enormemente rispetto alle stime contenute nel celebre Rapporto Draghi del 2024.

“La precedente stima di 800 miliardi di euro annui di spesa strategica aggiuntiva è salita a quasi 1.200 miliardi l’anno”, ha spiegato.

Il riferimento riguarda soprattutto:

  • difesa comune,
  • transizione energetica,
  • innovazione tecnologica,
  • autonomia industriale europea.

Merz frena sul nuovo debito europeo

Alle parole di Draghi ha risposto il cancelliere tedesco Friedrich Merz, presente alla cerimonia.

Merz ha invitato l’Europa a mantenere “sangue freddo” di fronte alle crisi internazionali, ma ha anche ribadito la contrarietà della Germania a nuovo debito comune per finanziare spese correnti.

“Alcuni suggeriscono di finanziare la spesa pubblica attraverso nuovo debito europeo. La Germania non può seguire questa strada”, ha dichiarato il cancelliere.

Una posizione che lascia però aperta la possibilità di investimenti condivisi per progetti strategici di lungo periodo.

Il federalismo pragmatico secondo Draghi

Sul piano politico, Draghi ha rilanciato il concetto di “federalismo pragmatico”, già evocato in passato.

Secondo l’ex premier, i Paesi europei che vogliono procedere più rapidamente dovrebbero rafforzare la cooperazione in alcuni ambiti strategici, anche superando i limiti dell’unanimità.

“I governi devono decidere se mettere la sostanza prima del processo”, ha affermato, citando settori come:

  • difesa,
  • energia,
  • tecnologia,
  • sicurezza industriale.

Il paragone con Carlo Magno

Durante la cerimonia, la presidente della BCE Christine Lagarde ha tracciato un paragone simbolico tra Draghi e Carlo Magno.

“Carlo Magno era un sovrano fuori dal comune. Mario si inserisce nella stessa tradizione”, ha dichiarato Lagarde.

Un riconoscimento che conferma il ruolo sempre più centrale assunto da Draghi nel dibattito sul futuro politico ed economico dell’Europa.

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L’articolo Draghi avverte l’Europa: “Gli Stati Uniti non sono più un punto fermo” proviene da Associated Medias.