di Redazione

In Italia diversi contatti sono in isolamento precauzionale, mentre il paziente monitorato in Veneto è risultato negativo. Le autorità ribadiscono: rischio basso, ma massima cautela

L’Italia mantiene alta l’attenzione sul focolaio di hantavirus emerso a bordo della nave da crociera MV Hondius, mentre continuano quarantene, test e controlli sanitari in diversi Paesi europei. Al momento non risultano casi confermati sul territorio italiano, ma il ministero della Salute ha disposto un rafforzamento delle misure di sorveglianza per i contatti considerati a rischio.

La notizia più rassicurante riguarda il paziente monitorato in Veneto, sottoposto a isolamento dopo essere stato individuato come contatto della donna sudafricana poi morta per hantavirus. Il test effettuato ha dato esito negativo. A comunicarlo è stata Mara Campitiello, direttrice della prevenzione del ministero della Salute, precisando però che il monitoraggio proseguirà: un risultato negativo in questa fase non esclude completamente una successiva positività, considerato il lungo periodo di incubazione del virus.

Restano in isolamento fiduciario anche altri passeggeri collegati al volo su cui viaggiava la donna deceduta. Tra loro un marittimo di Torre del Greco e un giovane di Villa San Giovanni, entrambi sottoposti a quarantena obbligatoria di 45 giorni tramite ordinanze comunali. Sono asintomatici e vengono controllati quotidianamente dalle autorità sanitarie locali. Anche una donna residente a Firenze continua il periodo di osservazione, che potrebbe concludersi anticipatamente in assenza di sintomi.

Il ministero della Salute insiste sul fatto che non esiste un’emergenza paragonabile al Covid. L’hantavirus, spiegano gli esperti, presenta modalità di trasmissione differenti e una diffusione molto più limitata. Tuttavia, la possibilità – seppur ridotta – di trasmissione interumana ha spinto il governo ad adottare un approccio prudenziale, con indicazioni specifiche a Regioni, aeroporti e uffici sanitari di frontiera.

La circolare ministeriale prevede sorveglianza attiva per i contatti stretti, isolamento in caso di sintomi e utilizzo prioritario dei test sui soggetti sintomatici. Rafforzati anche i controlli sanitari su voli e navi internazionali attraverso gli Usmaf, gli uffici di sanità marittima, aerea e di frontiera.

Intanto, nel resto d’Europa, proseguono le misure preventive. Nei Paesi Bassi dodici operatori sanitari sono stati messi in quarantena dopo errori procedurali nella gestione di un paziente positivo ricoverato a Nijmegen. In Spagna un passeggero evacuato dalla Hondius è risultato positivo ed è ricoverato in isolamento a Madrid, mentre in Francia una cittadina rimpatriata dalla nave ha sviluppato sintomi gravi.

Secondo l’Ecdc, il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie, potrebbero emergere ulteriori casi nelle prossime settimane a causa del lungo periodo di incubazione. La prima sequenza genetica del virus isolato in Europa, ottenuta da un paziente svizzero, mostra però una somiglianza del 99% con un ceppo già identificato in Argentina nel 2018, elemento che per ora non suggerisce mutazioni significative.

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