di Ennio Bassi

Trump critica la risposta iraniana, mentre cresce l’allarme sullo Stretto di Hormuz e proseguono i raid israeliani in Libano

Si intensifica lo scontro diplomatico tra Iran e Stati Uniti dopo il rifiuto di Teheran della proposta americana per una possibile intesa sul conflitto regionale. Le autorità iraniane definiscono la propria risposta “razionale e generosa”, mentre il presidente statunitense Donald Trump ha liquidato il documento come “inappropriato”, segnalando una nuova fase di forte tensione internazionale.

Sul terreno, continuano intanto le operazioni militari israeliane nel sud del Libano e aumenta la preoccupazione globale per la sicurezza della navigazione nello Stretto di Hormuz, passaggio strategico per il commercio mondiale di petrolio.

Teheran: “Difendiamo i nostri diritti”

Il governo iraniano ha ribadito di non essere disposto ad accettare condizioni considerate lesive della propria sovranità nazionale. Secondo il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, la proposta inviata agli Stati Uniti include richieste che Teheran considera fondamentali: la fine delle ostilità nella regione, la revoca del blocco navale americano, lo sblocco dei beni iraniani congelati all’estero e il riconoscimento del controllo iraniano sulla sicurezza nello Stretto di Hormuz.

Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha dichiarato che il dialogo resta possibile, purché avvenga “con dignità e fermezza”. Secondo il capo dello Stato, l’Iran è disposto a rispettare un eventuale accordo che venga giudicato equo e coerente con gli interessi nazionali.

Trump: “La risposta iraniana non va bene”

La Casa Bianca aveva atteso per giorni la replica ufficiale di Teheran, sperando in segnali di apertura. Ma le parole di Donald Trump hanno raffreddato immediatamente il clima.

Il presidente americano ha definito la risposta iraniana “non appropriata” e ha confermato che Washington continua a monitorare le scorte residue di uranio arricchito dell’Iran. Trump ha inoltre ribadito che gli Stati Uniti sarebbero pronti a intervenire qualora ritengano minacciata la sicurezza internazionale.

Le tensioni diplomatiche hanno avuto immediate ripercussioni sui mercati energetici, con il prezzo del petrolio in rialzo dopo il mancato accordo tra le due parti.

Allarme Hormuz: petroliere cambiano rotte

Cresce anche la preoccupazione sul traffico marittimo nello Stretto di Hormuz, punto cruciale per le esportazioni energetiche mondiali. Secondo media iraniani, una petroliera carica di greggio iracheno avrebbe attraversato lo stretto seguendo una rotta indicata dalle forze armate di Teheran.

Alcune navi commerciali avrebbero inoltre disattivato temporaneamente i sistemi di tracciamento durante il passaggio nell’area, nel timore di possibili attacchi o incidenti militari. Le autorità occidentali seguono con attenzione l’evoluzione della situazione, mentre Francia e Regno Unito si preparano a discutere della sicurezza marittima nella regione in un vertice previsto nei prossimi giorni.

Nel frattempo proseguono le operazioni militari israeliane contro obiettivi nel Libano meridionale. Secondo fonti locali, alcuni raid avrebbero causato vittime e feriti nelle aree colpite.

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