di Emilia Morelli
La nuova legge elettorale voluta dalla maggioranza punta al primo via libera entro l’estate. Al centro del dibattito il premio di governabilità previsto dal ddl Bignami, ribattezzato “Stabilicum” o “Melonellum”
La nuova legge elettorale proposta dalla maggioranza accelera il proprio percorso
parlamentare e punta a ottenere un primo via libera entro l’estate.
Le audizioni in Commissione Affari costituzionali della Camera stanno proseguendo rapidamente con l’obiettivo di arrivare già a giugno alla fase degli emendamenti.
Al centro del confronto ci sono costituzionalisti e politologi, chiamati a esprimersi sul disegno di legge promosso dal capogruppo di Fratelli d’Italia Galeazzo Bignami.
Il nodo del premio di governabilità
Il punto più contestato del testo riguarda il premio di governabilità previsto per garantire stabilità parlamentare.
La proposta assegna infatti un bonus di 70 seggi alla Camera e 35 al Senato alla lista o coalizione vincente.
Secondo alcuni esperti ascoltati in Commissione, il sistema sarebbe compatibile con i principi fissati dalla Corte Costituzionale dopo le bocciature del Porcellum e dell’Italicum.
Altri costituzionalisti, invece, ritengono che il premio possa presentare profili di “irragionevolezza” già censurati in passato dalla Consulta.
Il problema del Senato e della Costituzione
Uno dei nodi principali riguarda soprattutto il Senato della Repubblica.
L’articolo 57 della Costituzione Italiana stabilisce infatti che il Senato venga eletto “su base regionale”, elemento che potrebbe complicare l’attribuzione uniforme del premio nazionale di governabilità.
È proprio questo uno degli aspetti giuridicamente più delicati del nuovo sistema.
Addio Rosatellum: come funziona il “Stabilicum”
Il nuovo ddl supera l’attuale Rosatellum ed elimina completamente i collegi uninominali.
La maggioranza ha ribattezzato il testo “Stabilicum”, mentre le opposizioni parlano polemicamente di “Melonellum”, riferendosi alla premier Giorgia Meloni.
Il sistema previsto è proporzionale con correttivo maggioritario.
Il premio scatterebbe automaticamente al primo turno se una lista o coalizione raggiungesse almeno il 40% dei voti.
Se nessuno arrivasse alla soglia, sarebbe previsto un ballottaggio tra le prime due coalizioni o liste, ma solo nel caso in cui entrambe abbiano ottenuto almeno il 35%.
Se nemmeno questa condizione fosse soddisfatta, i seggi verrebbero distribuiti interamente con metodo proporzionale.
Le opposizioni fanno muro
Le opposizioni continuano a contestare duramente la riforma, accusando la maggioranza di voler costruire una legge elettorale su misura.
Il dibattito politico resta quindi molto acceso, soprattutto sui temi della rappresentanza parlamentare e della legittimità costituzionale del premio di governabilità.
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