di Redazione
A 50 anni dalla storica fiction con Kabir Bedi, la leggenda di Sandokan rinasce su Rai1 con un nuovo volto. Un adattamento moderno della saga di Salgari, firmato Lux Vide e Rai Fiction
Cinque decenni dopo l’indimenticabile sceneggiato con Kabir Bedi, Sandokan torna a solcare i mari della televisione italiana. La nuova miniserie evento, in onda su Rai1 dal 1° dicembre, vede Can Yaman nei panni del celebre pirata della Malesia, in una versione rivisitata ma profondamente legata alle origini del personaggio creato da Emilio Salgari.
Diretta da Jan Maria Michelini e Nicola Abbatangelo, e prodotta da Lux Vide (Gruppo Fremantle) in collaborazione con Rai Fiction, la serie si articola in quattro serate, con un cast internazionale che include Alessandro Preziosi nel ruolo dell’inseparabile Yanez, Alanah Bloor come Marianna, Ed Westwick nei panni di Lord James Brooke, Madeleine Price e John Hannah.
Presentata in anteprima alla Festa del Cinema di Roma, e prossimamente disponibile anche su Disney+, la nuova Sandokan è un’operazione che guarda al presente, pur mantenendo salde le radici letterarie. L’adattamento, ideato da Luca Bernabei, rilegge la saga salgariana con uno sguardo contemporaneo, approfondendo le origini del protagonista e la sua trasformazione da fuorilegge solitario a leader di una rivoluzione.
L’uomo dietro la Tigre
«Mi sono completamente immerso nel personaggio», ha raccontato Can Yaman alla Festa di Roma. «Ho letto tutto, mi sono allenato, ho perso peso, mi sono infortunato, ma soprattutto sono cresciuto come persona». Il suo Sandokan è un giovane tormentato, nato con un istinto alla libertà e spinto da un desiderio profondo di giustizia. «È un pirata che combatte non solo per se stesso, ma per gli altri. Un Robin Hood del mare. In questa prima stagione raccontiamo cosa lo ha reso ciò che è».
Anche Alessandro Preziosi ha sottolineato il legame profondo tra attore e personaggio. Il suo Yanez è carismatico, ironico e leale: «Ho preso ispirazione dalla mia adolescenza e da attori come Johnny Depp e Jim Carrey, per dare vita a un personaggio sopra le righe ma umano. Con Can si è creata una sintonia autentica, che ha dato forza alla relazione fraterna tra i nostri personaggi».
Marianna, la perla ribelle
A incarnare l’amore impossibile di Sandokan è Alanah Bloor, nei panni di una Marianna moderna e autonoma, molto lontana dalla classica damigella in pericolo: «Era fondamentale per me trasmettere forza e intelligenza. Marianna affronta il mondo maschile con grazia ma senza paura. È una donna vittoriana con uno spirito assolutamente attuale».
Il nemico con una maschera
Il ruolo del principale antagonista, Lord James Brooke, è affidato a Ed Westwick, noto per “Gossip Girl”, che interpreta l’unico personaggio storicamente esistito della saga. «Brooke ha una maschera, nasconde ferite e ambizioni. È stato affascinante scavare nelle sue motivazioni più profonde», ha spiegato l’attore britannico.
Un’epopea di libertà e natura
Ambientata nel Borneo del 1840, all’epoca della dominazione coloniale britannica, la serie dipinge un mondo sospeso tra paradiso e oppressione. Sandokan è inizialmente un pirata solitario, che vive con la sua ciurma in fuga dalla legge. Ma tutto cambia quando incontra Marianna, la figlia del console britannico di Labuan. La loro storia d’amore, contrastata e intensa, si intreccia con la lotta di un popolo, i Dayak, alla ricerca di un salvatore. E Sandokan, portatore inconsapevole di sangue reale, dovrà accettare il proprio destino e diventare la leggendaria Tigre della Malesia.
Il conflitto, però, non è solo politico: al centro della narrazione c’è anche una riflessione ecologista. Il Borneo incontaminato, minacciato dalla presenza coloniale, diventa simbolo di un mondo da proteggere, in cui la natura e le culture indigene meritano rispetto e alleanza.
Un viaggio epico con radici italiane
Girata tra Lazio, Toscana e Calabria, la produzione ha richiesto una lunga gestazione, complicata dalla pandemia. L’idea risale a cinque anni fa, quando Can Yaman fu coinvolto per la prima volta nel progetto. Dopo mesi di preparazione, il set è partito nel 2024, con l’ambizione di dare nuova vita a un mito della letteratura d’avventura italiana, e con la speranza – già accennata dai produttori – di espandere il racconto in una trilogia.
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