di Mario Tosetti

L’Unione europea approva sanzioni contro alcuni coloni israeliani accusati di violenze in Cisgiordania, ma evita misure più dure contro Israele. Critiche da Madrid e dura reazione di Tel Aviv

L’Unione europea ha deciso di introdurre sanzioni contro alcuni coloni israeliani accusati di violenze nei confronti della popolazione cisgiordaniapalestinese in Cisgiordania, evitando però misure più ampie contro lo Stato di Israele o contro l’occupazione dei territori.

L’intesa è stata raggiunta durante il Consiglio Affari Esteri riunito a Bruxelles, dopo la fine del veto precedentemente esercitato dal governo ungherese guidato da Viktor Orbán.

Il provvedimento rappresenta una soluzione di compromesso, considerata da molti osservatori meno incisiva rispetto alle ipotesi discusse nei giorni precedenti.

Respinte le proposte più dure contro Israele

Tra le opzioni valutate dall’Ue figuravano:

  • la sospensione dell’accordo di associazione tra Unione europea e Israele;
  • il blocco commerciale dei prodotti provenienti dagli insediamenti israeliani nei territori occupati;
  • sanzioni contro alcuni ministri del governo israeliano accusati di sostenere politicamente i coloni più radicali.

La proposta più dura era stata sostenuta soprattutto dalla Spagna, ma avrebbe incontrato la contrarietà di numerosi Stati membri.

Il ministro degli Esteri spagnolo José Manuel Albares aveva chiesto misure concrete contro gli insediamenti illegali, sostenendo che il commercio con le colonie violasse il diritto internazionale e i pareri della Corte Internazionale di Giustizia.

Le sue richieste, però, non hanno ottenuto il consenso necessario.

Kallas: “La violenza deve avere conseguenze”

L’Alto rappresentante Ue per la politica estera Kaja Kallas ha definito l’accordo un passo importante dopo mesi di stallo.

Secondo Kallas, “estremismo e violenza devono comportare conseguenze”, mentre il ministro degli Esteri francese Jean-Noël Barrot ha parlato di una decisione necessaria contro organizzazioni e leader che favoriscono la colonizzazione violenta della Cisgiordania.

L’Ue ha inoltre annunciato sanzioni anche contro alcuni esponenti di Hamas.

La reazione dura del governo israeliano

Immediata la risposta del ministro degli Esteri israeliano Gideon Saar, che ha definito la decisione europea “arbitraria” e priva di fondamento.

Saar ha criticato soprattutto il parallelismo tra coloni israeliani e terroristi di Hamas, giudicandolo “moralmente distorto”.

Nel suo messaggio pubblicato sui social, il ministro ha ribadito il diritto storico e morale del popolo ebraico agli insediamenti nei territori contesi, sostenendo che nessun organismo internazionale possa negare tale legittimità.

Una decisione che divide l’Europa

La scelta dell’Ue evidenzia ancora una volta le profonde divisioni interne sul conflitto israelo-palestinese.

Da una parte ci sono i Paesi favorevoli a misure più severe contro l’espansione degli insediamenti israeliani; dall’altra, governi che temono uno scontro diplomatico diretto con Israele e preferiscono limitarsi a sanzioni individuali.

Il compromesso raggiunto a Bruxelles prova a mantenere un equilibrio politico, ma rischia di essere percepito come insufficiente da chi chiede un intervento più deciso contro l’occupazione della Cisgiordania.

(Associated Medias) – Tutti i diritti sono riservati

L’articolo Ue sanziona i coloni violenti in Cisgiordania: niente stop agli accordi con Israele proviene da Associated Medias.