di Emilia Morelli
La Commissione Europea invia una seconda lettera alla Biennale di Venezia contro la partecipazione della Russiaall’edizione Arte 2026. Bruxelles minaccia la sospensione dei finanziamenti europei
Nuovo scontro tra Commissione Europea e Biennale di Venezia sulla partecipazione della Russia alla Biennale Arte 2026.
La vicepresidente della Commissione europea Henna Virkkunen ha confermato da Bruxelles l’invio di una “seconda lettera” alla Biennale, motivata da ulteriori “evidenze” raccolte nelle ultime settimane.
“Condanniamo fermamente questa decisione”
“Posso confermare che abbiamo inviato una seconda lettera alla Biennale di Venezia sulla base di ulteriori prove”, ha dichiarato Virkkunen durante un punto stampa.
La vicepresidente europea ha poi ribadito la posizione dell’esecutivo comunitario: “Sono stata molto chiara nel condannare fermamente la decisione della Biennale di permettere alla Russia di partecipare alla mostra d’arte”.
Il nodo dei finanziamenti europei
Nel mirino di Bruxelles ci sarebbe anche il possibile utilizzo improprio di fondi europei legati al programma Creative Europe Media.
Virkkunen ha ricordato che la Biennale aprirà ufficialmente sabato, proprio nella Giornata dell’Europa.
“La Giornata dell’Europa dovrebbe essere un giorno per celebrare la pace, non un giorno in cui la Russia può brillare alla Biennale”, ha affermato.
La vicepresidente ha poi lanciato un avvertimento molto duro: “Se la violazione della sovvenzione da due milioni di euro verrà confermata, non esiteremo a sospenderla o revocarla”.
Secondo Bruxelles, “il denaro dei contribuenti europei dovrebbe salvaguardare i valori democratici e la diversità”, valori che – ha sottolineato Virkkunen – “non sono rispettati nella Russia di oggi”.
La replica della Biennale di Venezia
La Fondazione La Biennale di Venezia ha confermato di aver ricevuto il 4 maggio la seconda comunicazione ufficiale dell’Eacea, l’agenzia europea competente per i programmi culturali.
In una nota, la Biennale ha fatto sapere che presenterà “nei tempi e nei termini dovuti le proprie controdeduzioni”.
“Rispettate tutte le norme”
La Fondazione ha ribadito di aver “verificato e rispettato tutte le norme nazionali e internazionali” riguardanti la partecipazione della Federazione russa alla 61esima Esposizione Internazionale d’Arte.
La Biennale ha inoltre precisato di aver già fornito chiarimenti agli ispettori inviati dall’autorità vigilante del Ministero della Cultura.
Secondo la nota ufficiale, la Fondazione “ha operato nell’ambito e nei limiti delle proprie competenze”, sostenendo di non avere alcuna autorità per introdurre ulteriori sanzioni autonome nei confronti della Russia.
Le polemiche sul padiglione russo
La partecipazione russa alla Biennale Arte 2026 è al centro di forti polemiche politiche e istituzionali da settimane.
Il padiglione russo, pur restando chiuso al pubblico durante la manifestazione, ospiterà una performance intitolata The Tree is Rooted in the Sky, prevista durante i giorni della Vernice e riservata a giornalisti e addetti ai lavori.
La vicenda ha riacceso il dibattito europeo sul ruolo culturale della Russia dopo l’invasione dell’Ucraina e sull’opportunità di mantenere spazi di rappresentanza internazionale per Mosca all’interno delle principali manifestazioni artistiche occidentali.
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