di Carlo Longo

Teheran dovrebbe pronunciarsi oggi sulla proposta americana per fermare il conflitto. Parigi invia la portaerei Charles de Gaulle nel Mar Rosso e mantiene le sanzioni contro l’Iran

Il Medio Oriente resta al centro di una nuova fase di forte instabilità diplomatica e militare. Secondo fonti citate dalla CNN, l’Iran dovrebbe rispondere nelle prossime ore alla proposta avanzata dagli Stati Uniti per arrivare a una de-escalation del conflitto e aprire un nuovo negoziato sul nucleare.

La bozza americana, composta da 14 punti, prevederebbe una moratoria sul programma nucleare iraniano, la progressiva revoca delle sanzioni economiche da parte di Washington, lo sblocco di fondi congelati e la riapertura dello Stretto di Hormuz, cruciale per il traffico energetico mondiale. Alcune condizioni contenute nel piano sarebbero però considerate “inaccettabili” da Teheran.

Nel frattempo aumenta la pressione internazionale sulla questione Hormuz. La Francia ha annunciato il trasferimento della portaerei Charles de Gaulle nel Mar Rosso attraverso il Canale di Suez. La ministra delle Forze armate francesi, Alice Rufo, ha definito l’operazione “un segnale forte” a sostegno della libertà di navigazione nell’area.

Parigi ha inoltre escluso qualsiasi alleggerimento delle sanzioni contro l’Iran finché il passaggio marittimo resterà soggetto a tensioni e restrizioni. “Hormuz è un bene comune strategico e non può diventare uno strumento di pressione politica”, ha dichiarato il ministro degli Esteri Jean-Noël Barrot.

Teheran, dal canto suo, ha cercato di rassicurare il traffico commerciale nello stretto, annunciando la disponibilità a fornire assistenza tecnica e sanitaria alle navi in transito. L’Organizzazione portuale iraniana ha trasmesso comunicazioni ufficiali ai comandanti delle imbarcazioni per garantire supporto logistico e operativo nelle acque della regione.

L’Iran ha inoltre respinto le accuse relative all’esplosione avvenuta nei giorni scorsi a bordo di una nave mercantile sudcoreana nello Stretto di Hormuz. In una nota diffusa dall’ambasciata iraniana a Seul, la Repubblica islamica ha negato qualsiasi coinvolgimento nell’incidente.

Sul fronte militare restano alte anche le tensioni tra Israele e Hezbollah. Le Forze di difesa israeliane hanno riferito di nuovi lanci di razzi dal Libano meridionale contro unità dell’Idf. Nelle ultime 24 ore un drone esplosivo avrebbe inoltre ferito quattro soldati israeliani, uno dei quali in modo grave.

La crisi regionale si intreccia anche con la diplomazia vaticana. In programma oggi l’atteso incontro tra Papa Leone e il segretario di Stato americano Marco Rubio, mentre Washington continua a ribadire la propria linea sul nucleare iraniano: “Teheran non può dotarsi dell’arma atomica”, avrebbe fatto sapere Donald Trump.

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