di Redazione
Prosegue l’inchiesta della Procura di Pavia: al centro rapporti personali, video privati e nuove analisi sulla scena del crimine
Nuovi sviluppi nell’inchiesta sul delitto di Garlasco, l’omicidio di Chiara Poggi avvenuto il 13 agosto 2007. La Procura di Pavia ha ascoltato Alberto Stasi, già condannato in via definitiva a 16 anni per l’assassinio della fidanzata, nell’ambito delle nuove indagini che vedono indagato Andrea Sempio per omicidio aggravato.
Durante l’interrogatorio, risalente al maggio 2025, Stasi avrebbe dichiarato di non aver mai saputo di presunti interessi sentimentali o avances di Sempio nei confronti di Chiara. Secondo quanto riferito ai magistrati, la giovane non gli avrebbe mai parlato né di contatti particolari con Sempio né delle telefonate ricevute quando era sola in casa.
I video privati e il possibile movente
Tra gli elementi tornati al centro dell’indagine ci sono anche alcuni video intimi che riguardavano la coppia Stasi-Poggi. Gli investigatori ritengono che quei file possano avere avuto un ruolo nella dinamica del delitto e nelle relazioni tra i protagonisti della vicenda.
Secondo le ricostruzioni investigative, i filmati sarebbero stati condivisi tra Alberto Stasi e Chiara Poggi attraverso computer, supporti digitali e file archiviati negli anni precedenti all’omicidio. Gli inquirenti ipotizzano che Andrea Sempio potesse essere venuto a conoscenza dell’esistenza dei video attraverso Marco Poggi, fratello della vittima e suo amico.
Stasi avrebbe confermato che Marco Poggi era informato dell’esistenza di quei contenuti privati, ma avrebbe escluso che Chiara fosse consapevole di eventuali diffusioni non autorizzate.
Nuove analisi sulla scena del crimine
Parallelamente proseguono gli approfondimenti tecnico-scientifici sulla villetta di Garlasco. Le nuove analisi sulle tracce di sangue avrebbero individuato segni compatibili con l’arma del delitto e con alcuni movimenti compiuti dall’aggressore all’interno dell’abitazione.
Gli esperti incaricati dalla Procura stanno inoltre riesaminando le tracce presenti sulle scale che conducono alla cantina dove fu trovato il corpo della giovane. Una delle impronte repertate, la cosiddetta “traccia 33”, viene considerata dagli investigatori compatibile con la mano destra di Andrea Sempio sulla base di recenti ricostruzioni tridimensionali.
Indagato anche un ex ufficiale dei carabinieri
Nelle ultime ore è emerso inoltre che l’ex capitano dei carabinieri Gennaro Cassese, coinvolto nelle indagini originarie, sarebbe indagato con l’accusa di false informazioni ai pubblici ministeri. Al centro della contestazione ci sarebbe la gestione dell’interrogatorio di Andrea Sempio nel 2008 e un presunto malore accusato durante l’audizione, episodio che non comparirebbe nei verbali ufficiali.
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