di Corinna Pindaro
Nuovi elementi nell’inchiesta sul delitto di Garlasco: appunti attribuiti ad Andrea Sempio, intercettazioni in auto e nuove analisi sull’orario della morte di Chiara Poggi
La nuova indagine sull’omicidio di Chiara Poggi continua ad aggiungere elementi destinati a riaprire il dibattito giudiziario sul caso che da quasi vent’anni divide opinione pubblica e magistratura.
Tra gli atti depositati dalla Procura di Pavia compaiono ora alcuni appunti trovati in un’agendina sequestrata ad Andrea Sempio, oltre a intercettazioni ambientali e nuove consulenze medico-legali.
Secondo gli inquirenti, il materiale raccolto potrebbe rafforzare l’ipotesi accusatoria nei confronti del 38enne, oggi unico indagato nella nuova inchiesta.
Gli appunti su Stasi trovati nell’agendina
Fra gli elementi acquisiti dai carabinieri figurano alcune annotazioni manoscritte che farebbero riferimento a Alberto Stasi.
Tra le frasi riportate compaiono:
- “Stasi ha chiesto riapertura”
- “Mamma in panico per cosa Stasi”
Le annotazioni sembrano riferirsi al tentativo della difesa di Stasi di ottenere la revisione del processo nel 2020, richiesta che all’epoca non venne accolta.
Nel frattempo la Procura di Pavia ha trasmesso gli atti alla Procura generale di Milano per valutare un’eventuale richiesta di revisione del processo che portò alla condanna definitiva dell’ex fidanzato di Chiara Poggi.
I legali di Stasi hanno già annunciato l’intenzione di presentare una nuova istanza.
Le intercettazioni nell’auto di Sempio
Tra i documenti dell’inchiesta compare anche un lungo soliloquio registrato nell’auto di Andrea Sempio il 12 maggio 2025.
Le prime indiscrezioni avevano lasciato intendere una sorta di ammissione implicita, ma i brogliacci completi mostrerebbero un contenuto più ambiguo.
Nel monologo, Sempio sembra discutere della ricostruzione processuale relativa alle tracce di sangue e alla dinamica dell’omicidio, sostenendo in alcuni passaggi che Stasi potrebbe essere innocente.
Le conversazioni fanno riferimento alle perizie sul sangue presente sulla scena del crimine e alla compatibilità della ricostruzione che aveva portato alla condanna definitiva.
Secondo il suo legale, l’avvocato Liborio Cataliotti, quelle parole sarebbero estrapolate dal contesto e l’indagato sarebbe pronto a fornire chiarimenti.
L’orario della morte resta centrale
Uno degli aspetti più importanti della nuova inchiesta riguarda la ricostruzione dell’orario della morte della giovane.
La consulente della Procura, Cristina Cattaneo, ha indicato una finestra temporale compresa tra le 9.12 del mattino — momento in cui Chiara Poggi disattivò l’allarme di casa — e le 12.30.
Secondo gli accertamenti, il contenuto gastrico della vittima sarebbe compatibile con un decesso avvenuto tra 30 minuti e 2-3 ore dopo la colazione.
Pur restringendo il periodo più probabile tra le 10.30 e mezzogiorno, la consulenza evidenzia che il range più ampio resta quello scientificamente più prudente.
Per gli investigatori, questa finestra temporale sarebbe compatibile con i movimenti di Sempio la mattina del 13 agosto 2007.
Le due finestre temporali indicate dagli investigatori
Nell’informativa dei carabinieri vengono individuati due possibili intervalli in cui il delitto sarebbe potuto avvenire:
- tra le 9.12 e le 9.58;
- oppure tra le 9.58 e le 11.25.
Gli investigatori ritengono che entrambi gli intervalli coincidano con i dati medico-legali relativi alla digestione della vittima.
La questione della scarpa numero 42
Tra gli elementi rivalutati c’è anche l’impronta insanguinata attribuita all’assassino.
Nel processo concluso con la condanna di Stasi, la traccia era stata associata a una scarpa numero 42 marca Frau.
Le nuove consulenze antropometriche effettuate nell’attuale indagine indicano che il piede di Sempio sarebbe compatibile con una calzatura tra il numero 42 e il 43.
La difesa dell’indagato sostiene invece che Sempio porti il numero 44.
L’ipotesi investigativa sul delitto
Nella ricostruzione contenuta nell’informativa, gli investigatori ipotizzano che l’omicidio non fosse premeditato ma nato da una reazione improvvisa dopo un presunto rifiuto ricevuto dalla vittima.
Secondo questa teoria, Chiara Poggi sarebbe stata inizialmente colpita a mani nude e successivamente aggredita con un oggetto contundente recuperato all’interno della casa.
Gli inquirenti ritengono compatibile con le ferite il martello a coda di rondine scomparso dall’abitazione dei Poggi dopo il delitto, anche se non esistono prove definitive sulla sua collocazione al momento dell’omicidio.
La nuova inchiesta potrebbe ora aprire scenari giudiziari completamente diversi rispetto a quelli stabiliti nelle sentenze definitive emesse negli anni scorsi.
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