di Redazione
Il segretario di Stato Usa conclude la visita romana con la premier italiana. “Non abbiamo parlato del ritiro delle truppe americane dall’Europa, ma il tema va approfondito”
Si è concluso dopo circa un’ora e mezza l’incontro a Palazzo Chigi tra la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il segretario di Stato americano Marco Rubio, ultima tappa della missione romana del capo della diplomazia statunitense dopo i colloqui in Vaticano e alla Farnesina.
Il vertice si è svolto in un momento particolarmente delicato sul piano internazionale, segnato dall’escalation tra Stati Uniti e Iran, dalle tensioni nello Stretto di Hormuz e dai nuovi equilibri all’interno della Nato.
Accogliendo Rubio nella sede del governo, Meloni ha confermato la linea italiana di pieno coordinamento con Washington sui principali dossier strategici, pur mantenendo l’attenzione sulla necessità di una soluzione diplomatica alle crisi aperte in Medio Oriente.
Al termine dell’incontro, Rubio ha chiarito che con la premier italiana non si è discusso direttamente di un eventuale ritiro delle truppe americane dall’Europa, ma ha ammesso che il tema della presenza militare Usa nel continente rappresenta “una questione che va approfondita”.
“Uno dei motivi principali per cui gli Stati Uniti fanno parte della Nato è la possibilità di avere forze schierate in Europa utilizzabili anche in altri scenari internazionali”, ha spiegato il segretario di Stato americano. “Oggi però questo non è più possibile con alcuni membri dell’Alleanza e il problema dovrà essere analizzato”.
Grande spazio durante i colloqui è stato dedicato anche alla crisi iraniana. Rubio ha confermato che Washington attende “entro le prossime ore” una risposta da Teheran sulla proposta americana relativa ai negoziati sul nucleare.
“Sono stati fatti passi avanti importanti, ma ci aspettiamo un’offerta seria”, ha dichiarato il segretario di Stato, ribadendo però la posizione di fermezza dell’amministrazione Trump: “Se veniamo colpiti con missili, saremo costretti a rispondere”.
Rubio ha inoltre definito “inaccettabile” l’ipotesi che l’Iran possa assumere il controllo del traffico navale nello Stretto di Hormuz, snodo fondamentale per il commercio energetico mondiale.
Nel corso della visita romana, il segretario di Stato Usa ha anche commentato il recente incontro avuto con Papa Leone XIV, definendolo “molto positivo”. Rubio ha spiegato di aver aggiornato il Pontefice sulla situazione in Medio Oriente e sulle ragioni dell’intervento americano contro Teheran, sottolineando il ruolo internazionale della Chiesa cattolica nelle crisi umanitarie e diplomatiche.
Sul fronte libanese, Rubio ha ribadito l’obiettivo comune di rafforzare il governo di Beirut e favorire il disarmo di Hezbollah, definito la principale causa delle tensioni e dei bombardamenti nella regione.
Prima del vertice con Meloni, Rubio aveva incontrato alla Farnesina il ministro degli Esteri Antonio Tajani. Il colloquio ha affrontato i temi della sicurezza marittima, della libertà di navigazione e della cooperazione economica e strategica tra Stati Uniti ed Europa.
Tajani ha ribadito il valore dell’alleanza transatlantica, sottolineando come “l’Europa abbia bisogno degli Stati Uniti ma anche Washington abbia bisogno dell’Europa”. Il ministro ha inoltre confermato la disponibilità italiana a partecipare, quando le condizioni lo consentiranno, a una missione navale multilaterale a carattere difensivo nello Stretto di Hormuz. Tra i temi affrontati anche la guerra in Ucraina, il Libano, il Venezuela, Cuba, le materie prime strategiche e il futuro della cooperazione Nato.
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