di Corinna Pindaro
Nessun sintomo per il marittimo calabrese in quarantena dopo il volo con la passeggera morta per hantavirus. Negativo anche il test del caso monitorato in Veneto
Arrivano segnali rassicuranti sul caso del giovane marittimo italiano finito in quarantena precauzionale dopo aver viaggiato sullo stesso volo della donna olandese poi morta per hantavirus.
A chiarire la situazione è stata la sindaca di Villa San Giovanni, Giusy Caminiti, che attraverso un messaggio pubblicato sui social ha spiegato che il 25enne Federico Amaretti “sta bene” e non presenta sintomi compatibili con l’infezione.
La prima cittadina ha inoltre smentito le indiscrezioni relative a un possibile trasferimento allo Istituto Nazionale per le Malattie Infettive Lazzaro Spallanzani: “Federico è a casa, non è stato né sarà trasferito allo Spallanzani”.
Gli esami disposti dal ministero della Salute
Il giovane, che continuerà a osservare il periodo di quarantena previsto dai protocolli sanitari, sarà sottoposto nelle prossime ore agli esami predisposti dal ministero della Salute insieme agli altri italiani presenti sul volo Klm interessato dal tracciamento sanitario.
I campioni biologici verranno inviati allo Spallanzani di Roma per le analisi di laboratorio.
Secondo quanto comunicato dal Comune, il marittimo non ha mai manifestato sintomi riconducibili all’hantavirus.
Negativo anche il caso monitorato in Veneto
Nel frattempo è risultato negativo il test effettuato sulla persona posta in isolamento in Veneto dopo aver viaggiato sullo stesso aereo della passeggera olandese deceduta.
A confermarlo è stata Maria Rosaria Campitiello, responsabile del dipartimento Prevenzione del ministero della Salute, intervenuta a Rai Radio 1.
La dirigente ha precisato che il risultato negativo “lascia ben sperare”, pur sottolineando che la sorveglianza sanitaria continuerà, dato che il virus potrebbe manifestarsi anche successivamente.
La circolare del ministero alle Regioni
Il ministero della Salute ha nel frattempo inviato una circolare a Regioni e uffici sanitari di frontiera con indicazioni operative sul monitoraggio dei possibili casi.
Il documento prevede attenzione particolare ai pazienti con sintomi compatibili e stabilisce che, anche senza collegamenti epidemiologici diretti con il focolaio della nave MV Hondius, potranno essere effettuati accertamenti specifici dopo valutazione infettivologica.
L’obiettivo è individuare rapidamente eventuali casi secondari e attivare tempestivamente le misure di prevenzione.
OMS: “Rischio globale basso”
Intanto l’Organizzazione Mondiale della Sanità conferma che il rischio sanitario globale resta basso.
Secondo il direttore generale Tedros Adhanom Ghebreyesus, i casi registrati collegati alla nave da crociera MV Hondius sono attualmente 11, inclusi tre decessi.
Nove infezioni sono state confermate come riconducibili al virus Andes, variante rara dell’hantavirus capace di trasmettersi anche tra esseri umani.
Tedros ha spiegato che non esistono al momento segnali di un’epidemia più ampia, anche se nelle prossime settimane potrebbero emergere ulteriori casi a causa del lungo periodo di incubazione del virus.
Conclusa l’evacuazione della MV Hondius
L’evacuazione della nave da crociera MV Hondius si è conclusa nelle ultime ore nel porto di Tenerife.
Tutti i passeggeri hanno lasciato l’imbarcazione e sono rientrati nei rispettivi Paesi sotto monitoraggio sanitario.
Secondo l’OMS, lasciare centinaia di persone in quarantena prolungata a bordo sarebbe stato “inumano e inutile”.
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