di Corinna Pindaro
Donald Trump incontra Xi Jinping a Pechino nel primo viaggio di un presidente Usa in Cina dopo quasi nove anni. Al centro del summit rapporti economici, Iran, Taiwan e Stretto di Hormuz
Donald Trump e Xi Jinping sono tornati a confrontarsi faccia a faccia nella Grande Sala del Popolo di Pechino, segnando il primo viaggio di un presidente americano in Cina da quasi nove anni.
Il summit è stato costruito attorno a una parola condivisa da entrambe le delegazioni: stabilità. I due leader si sono stretti la mano davanti alle telecamere internazionali, accompagnati dagli inni nazionali e da una cerimonia ufficiale con bambini che sventolavano bandiere americane e cinesi.
Trump ha anche invitato Xi alla Casa Bianca per il prossimo 24 settembre, nel tentativo di rilanciare un rapporto bilaterale segnato negli ultimi anni da tensioni commerciali, strategiche e militari.
Xi evoca la “Trappola di Tucidide”
Nel suo intervento inaugurale Xi Jinping ha definito i rapporti tra Stati Uniti e Cina “a un bivio”, richiamando ancora una volta il concetto della “Trappola di Tucidide”, teoria geopolitica secondo cui il rischio di guerra aumenta quando una potenza emergente sfida quella dominante.
Il presidente cinese ha invitato Washington a evitare uno scontro diretto tra superpotenze:
“Dobbiamo essere partner, non rivali”.
Xi ha sottolineato che gli interessi comuni tra le due economie restano superiori alle divergenze e ha auspicato che il 2026 possa diventare “un anno storico e di svolta” per le relazioni bilaterali.
Trump: “Xi è un grande leader”
Trump ha adottato toni concilianti durante tutto il vertice, definendo Xi Jinping “un grande leader” e parlando della visita in Cina come di “un onore straordinario”.
Il presidente americano ha insistito soprattutto sul ruolo degli imprenditori statunitensi presenti nella delegazione, interpretandone la partecipazione come un segnale di fiducia nei confronti di Pechino.
“Abbiamo i migliori imprenditori del mondo”, ha dichiarato il tycoon.
Una maxi delegazione americana a Pechino
Accanto a Trump sedevano figure chiave dell’amministrazione americana, tra cui:
- Marco Rubio
- Pete Hegseth
- Scott Bessent
Presenti anche i vertici di grandi aziende americane come:
- Apple
- Nvidia
- Boeing
- Meta
- BlackRock
- Goldman Sachs
Secondo indiscrezioni, Washington starebbe valutando nuovi strumenti di cooperazione economica e commerciale con Pechino.
Guerra commerciale: il nodo centrale del summit
Il cuore dei colloqui resta però l’economia.
Trump punta a ottenere una maggiore apertura del mercato cinese alle imprese americane e nuovi acquisti cinesi di prodotti Usa, inclusi aerei Boeing e materie prime agricole come la soia.
Il vertice arriva mentre resta fragile la tregua commerciale raggiunta nei mesi scorsi dopo anni di guerra dei dazi e restrizioni reciproche.
La Cina, da parte sua, continua a utilizzare il controllo sulle terre rare come leva strategica nelle trattative con Washington.
Hormuz, Iran e sicurezza energetica
Tra i temi più delicati affrontati nel summit c’è anche la crisi nello Stretto di Hormuz.
La Casa Bianca ha fatto sapere che Trump e Xi condividono la necessità di mantenere aperto il passaggio marittimo strategico per il commercio energetico mondiale.
Secondo il resoconto americano, i due leader hanno concordato anche sulla contrarietà alla militarizzazione dello Stretto e all’introduzione di pedaggi per il transito navale.
Trump ha inoltre dichiarato che Xi si sarebbe offerto di contribuire a limitare il supporto militare cinese all’Iran, anche se Marco Rubio ha successivamente precisato che Washington “non ha bisogno dell’aiuto della Cina”.
Taiwan resta il dossier più esplosivo
Nonostante i toni concilianti, il tema più sensibile resta Taiwan.
Xi Jinping ha definito la questione “il tema più importante nelle relazioni tra Cina e Stati Uniti”, avvertendo che una gestione sbagliata potrebbe portare i due Paesi “addirittura al conflitto”.
Pechino vorrebbe una posizione americana più netta contro qualsiasi ipotesi di indipendenza dell’isola, mentre parte del Congresso Usa continua a sostenere la strategia dell’ambiguità e la vendita di armi a Taipei.
La Casa Bianca, nel proprio comunicato finale, ha evitato però di menzionare direttamente Taiwan, nonostante il tema sia stato centrale nei colloqui.
Xi: “La Cina si aprirà ancora di più”
Nel corso dell’incontro con gli imprenditori americani, Xi Jinping ha assicurato che la Cina continuerà ad aprirsi economicamente al mondo.
“Le porte della Cina verso l’esterno si apriranno sempre di più”, ha dichiarato il leader cinese, promettendo nuove opportunità per le aziende statunitensi nel mercato cinese.
Il summit di Pechino, pur senza accordi definitivi immediati, segna così un tentativo di riavvicinamento tra le due principali potenze mondiali in un momento segnato da crisi geopolitiche, competizione tecnologica e tensioni commerciali globali.
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